Le antiche foreste di faggi primordiali in Italia

Le antiche foreste di faggi primordiali in Italia

©Bigstock.com/Cristina_Annibali_Krinaphoto

La maggior parte dei Siti Patrimonio Mondiale UNESCO è limitata ad una singola zona o regione e raramente ne oltrepassa i confini. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni abbastanza gigantesche. Una di esse può essere riassunta sotto il lungo nome di “Antiche foreste di faggi primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”. Pur essendo limitata a diverse aree in Germania, Slovacchia e Ucraina fino alla sua espansione nel 2017, questo sito ora comprende anche varie zone di: Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Romania, Slovenia, Spagna e ovviamente dell’Italia. Sei meravigliose regioni e una superficie totale di 2.127 ettari si estende avvolgendo le aree del continente. Sei pronto per questa singolare esperienza naturale?

Perché le antiche foreste di faggi primitive meritano protezione

Ma come mai “alcune foreste” sono entrate nel prestigioso elenco dei Siti del Patrimonio Mondiale UNESCO? Beh, ora le antiche foreste primitive di faggi non sono niente di tutto ciò. A testimonianza dell’ultima era glaciale, coprono l’Europa centrale. Tuttavia, il loro numero e l’area complessiva si è decisamente ridotta nel corso dei secoli con la crescita della popolazione e dell’industrializzazione. Il faggio europeo di per sé è incredibilmente adattabile ed ha anche abbondantemente superato i cambiamenti ambientali. Allo stesso tempo la loro espansione corre parallela alla storia dell’insediamento umano. Infatti, l’uso del faggio dal Medioevo in poi e la concomitante riduzione delle antiche faggete riveste una grande importanza negli studi culturali.

Le antiche foreste di faggi primordiali in Italia, UNESCO

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Le faggete protette si trovano in luoghi a malapena soggetti alla presenza umana e sono diffuse in varie zone climatiche dall’arco alpino al Mediterraneo. I sei luoghi delle antiche foreste di faggi primitivi in Italia sono diffuse tra la costa occidentale e orientale in alcune delle zone più suggestive del paese, raccontando alla perfezione l’adattabilità di quest’albero unico. Vorresti saperne di più sulle diverse caratteristiche di questo Sito italiano del Patrimonio Mondiale? È ora di fare un piccolo viaggio.

Il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise

Uno dei più grandi parchi nazionali del paese ospita anche l’area protetta della faggeta italiana più estesa. Un’area sorprendente di 936 ettari è diffusa tra i boschi Coppo del Morto, Selva Moricento, Val Fondillo, Valle Cervara e Coppo del Principe. I faggi di Valle Cervara ad un’altitudine di 1850 m arrivano fino a 560 anni e sono i più antichi in Europa e persino dell’intero emisfero settentrionale! Numerosi corsi d’acqua attraversano la Val Fondillo animando ancora di più questo habitat già unico di per sé. Specie rare, come la salamandra pezzata, sono originarie di questa foresta umida. Le altre foreste di faggi nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise ospitano anche una straordinaria varietà di fiori e specie faunistiche. Lupi e orsi bruni si sono stabiliti qui così come il luì piccolo insieme a caratteristici pantani e funghi.

Il Parco Nazionale del Pollino

Al contrario, le antiche foreste di faggi di Cozzo Ferriero in Rotonda sono un qualcosa di più piccolo e curato. I 96 ettari in provincia di Potenza, in Basilicata al confine con la Calabria, sono leggermente più giovani – circa 500 anni – e costituiscono anche il nucleo di faggete più a sud d’Europa. Gli imponenti alberi giganti ad un’altezza di 1750 m forniscono agli scienziati interessanti informazioni sugli effetti e sull’impatto dei cambiamenti climatici sugli alberi. Le escursioni guidate e i tour in montagna in piccoli gruppi su ripidi sentieri ti avvicinano a questa pace naturale: certamente la sicurezza e l’esperienza in montagna sono fondamentali.

Il Parco Nazionale del Gargano

Il grande parco in Puglia è in realtà più noto per le sue vaste foreste di pini. Tuttavia, i nostri faggi dominano il paesaggio della Foresta Umbra, che si può tradurre in maniera approssimativa come “foresta nera” o “foreste ombrose”. L’area può essere suddivisa in quattro diverse zone. D e C ti invitano a fare straordinarie passeggiate mentre B è l’area di conservazione effettiva. Tuttavia, a tutti gli escursionisti e ai turisti è proibito di entrare nella zona A. L’agrifoglio di Vico del Gargano davanti al monastero francescano, è tra i resti boschivi di Nemus Garganicum, una delle più grandi foreste di latifoglie dell’Europa centrale, e riveste un significato particolare in quanto è avvolto in numerose leggende.

Il Monte Cimino

Trovate appena 60 ettari di faggeta sui 1053 m del Monte Cimino, la parte più piccola di una bassa catena montuosa in provincia di Viterbo, nel Lazio. Qui ti imbatterai in autentici sopravvissuti. Nel corso dei secoli molte faggete sono state gradualmente trasformate in foreste di larici (alcune parti addirittura fin dall’età del Bronzo) utilizzando un abbattimento definito e selettivo. Le restanti faggete sono state poste velocemente sotto tutela ambientale. Oggi, sono accessibili solo parzialmente tramite passeggiate e sentieri escursionistici, ma sono in una zona di particolare importanza storica che devi assolutamente visitare.

Il Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano

La faggeta situata alla minore altitudine del Sito italiano del Patrimonio Mondiale è nei pressi di Oriolo Romano. La collocazione relativamente piatta di Monte Raschio a 542 m è spettacolare di per sé. Probabilmente ti chiederai, perché le faggete riescono ancora a crescere e prosperare nel Parco Regionale Naturale di Bracciano – Martignano nel suggestivo Lazio. Strati di terra vulcanica al di sopra della media permettono a questi giganti di prosperare e offrono un’ombra meravigliosa durante le piacevoli passeggiate.

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

La tua ultima tappa è l’Emilia Romagna, dove ti recherai a Sasso Fratini, un’area protetta fondata nel lontano 1959 e difficile da raggiungere. Le pareti rocciose scoscese ne hanno impedito la deforestazione mentre le vie di accesso sono molto scarse. Questo ha permesso agli antichi faggi di crescere e prosperare magnificamente. Molti di essi hanno oltre 500 anni. Tuttavia, l’accesso a questa riserva naturale è severamente proibito. Troverai comunque molti sentieri per passeggiate ed escursioni per tutto il Parco Nazionale delle foreste Casentinesi, che tra l’altro si estende in Toscana, conducendoti vicinissimo ai meravigliosi alberi giganti. Sarai certamente capace di vederne alcuni.

Sei pronto per il tuo viaggio verso i maestosi siti naturali d’Italia? Anche se potresti non essere sempre in grado di raggiungere le antiche foreste di faggi primitive – per una buona ragione, come sicuramente comprenderai – ci sono comunque molte alternative ed opportunità per vivere ed esplorare in pace e tranquillità i parchi e le aree protette. Ci sono solo pochissimi luoghi in cui la storia naturale è tangibile come qui. Manteniamoli insieme protetti e in vita.

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