Aosta: un’occhiata alla città d’arte alpina

Città d´arte Aosta

©Bigstock.com/terrabattuta

La Valle d’Aosta si trova all’estremità nord occidentale d’Italia, al confine con la Francia e la Svizzera. La piccola regione è conosciuta per le sue bellezze naturali e per il turismo, i numerosi parchi regionali e nazionali e le prestigiose stazioni sciistiche confinanti. Inoltre, i nomi dei comuni in Valle d’Aosta sono francesi: l’indicatore di un legame lungo oltre 900 anni con il dominio del Casato dei Savoia. Tuttavia, soltanto poche persone al di fuori dei confini regionali conoscono i nomi dei singoli borghi. Aosta, il capoluogo – il solo posto in Valle d’Aosta con un altro nome in italiano – in realtà è una vera città d’arte con una storia molto affascinante e luoghi incantevoli. È il momento di dare un’occhiata più da vicino a questo gioiello del nord Italia un po’ nascosto e ingiustamente ignorato.

Come Aosta è diventata Aosta

Il sito dell’attuale capoluogo della Valle d’Aosta ha ospitato insediamenti preistorici da 5000 a 6000 anni fa. La popolazione autoctona dei Salassi è riuscita a combattere a lungo gli invasori romani grazie alla barriera alpina naturale. Alla fine, A. Terenzio Varro Murena ha conquistato la Valle d’Aosta nel 25 a.C. Gran parte dei Salassi sono stati venduti come schiavi. Augusto ha fondato la città Augusta Praetoria al posto di un preesistente accampamento della legione romana.

Nell’antica città di Aosta, puoi ancora vedere l’originale impianto a scacchiera romano. 64 blocchi residenziali (insulae) costituivano Augusta Praetoria, circondata da imponenti mura cittadine con una porta su ciascuno dei quattro lati. Le strutture più grandi sono state costruite su “quadrati a scacchiera” predefiniti. Dopo la caduta dell’Impero Romano Franchi e i Longobardi hanno combattuto sul territorio, successivamente Carlomagno ha fatto costruire la Via Francigena passando per la città fino a Roma. Umberto I, Conte di Savoia ha acquistato la zona nel 1025; rimasta parte del dominio sabaudo fino al 1946, anche dopo il suo accorpamento nel Regno d’Italia nel 1861. Il dominio fascista ha costretto all’italianizzazione la Valle d’Aosta facendone uno dei principali luoghi della resistenza durante la 2^ Guerra Mondiale. La regione ha ottenuto uno statuto speciale autonomo per controbilanciare gli sforzi di auto-governo nonché i progetti di annessione della Francia. Ad oggi circa l’80% della popolazione parla francese. Quasi il 70% parla il tradizionale dialetto franco-provenzale.

Aosta preistorica

Ti consigliamo di aprirti il cammino tra le molte sfaccettature di Aosta in ordine cronologico, motivo per cui stiamo partendo dal periodo preistorico. Saint Martin de Corléans nella periferia occidentale è una delle più grandi aree megalitiche d’Italia. È stata scoperta nel giugno del 1969 individuando 22 differenti strati fino ad una profondità di sei metri, attentamente studiati. Scopri l’evoluzione di questo sito dalla fine dell’Età Neolitica all’Età del Rame a quella del Ferro, e infine, l’Età del Ferro su un’area totale di circa 6 ettari. Gli esperti credono che la fase più antica dell’attività umana risalga al 4200 a.C. circa. Tracce di aratura fanno pensare ad atti rituali. L’effettiva costruzione dell’area megalitica probabilmente è iniziata tra il 3000 e il 2750 a.C. Sono stati montati 22 pali di legno in fila – ritenuti totem dagli esperti – e più di 40 steli antropomorfe sono state aggiunte successivamente. Probabilmente sono monumenti per le festività in onore di dei ed eroi. Saint Martin de Corléans è anche una necropoli. Il periodo delle sepolture è durato fino all’Età del Bronzo grazie all’identificazione di diverse tipologie di tombe e riti. Alcuni reperti fanno pensare che la necropoli sia stata addirittura utilizzata fino alla conquista romana. Un enorme complesso museale composto da due edifici ti fornisce affascinanti approfondimenti del sito degli scavi. Qui potrai apprendere qualcosa in più sulle diverse fasi archeologiche dell’evoluzione di Aosta, allora come oggi.

Le strutture romane di Aosta

Città d´arte Aosta

©Bigstock.com/Bizi88

Come già ricordato è ancora possibile vedere la struttura romana di Aosta mentre si passeggia nel suo centro storico. Alcuni edifici e strutture del passato sono sopravvissuti, almeno in parte. Le mura della città romana di Aosta hanno certamente qualcosa di particolare. I governi medievali hanno continuato a servirsene, motivo per cui esse probabilmente sono ancora quasi del tutto intatte. Le mura racchiudono un’area rettangolare di 724 x 572 metri e perlopiù superano l’altezza di sei metri. Inoltre, la porta orientale e quella meridionale sono ancora conservate. Quella principale Porta Praetoria, costruita nel I secolo d.C., è stata successivamente rivestita di marmo, mentre per il resto conserva la sua struttura originaria. Anche l’arco di Augusto davanti alla porta e il ponte romano Pont de Pierre che originariamente attraversava un fiume, risalgono a quest’epoca.

Tuttavia, non tutti gli edifici sono altrettanto ben conservati. Mentre alcune delle torri della cinta muraria sono ancora romane nella loro struttura, altre hanno subito sostanziali modifiche. Scegliendo un esempio abbastanza rilevante, la torre di Bramafam è stata costruita sui resti di un bastione romano nell’XI secolo ed è stata l’abitazione di un visconte del Casato dei Savoia. Tra le altre evidenze del periodo romano solo il muro meridionale del monumentale teatro a quattro piani è sopravvissuto, e il foro è anch’esso in gran parte distrutto. Da non perdere un’escursione alla villa romana sulla collina che sovrasta Aosta!

Altre attrazioni di Aosta

Ma questo non è tutto ciò che Aosta, città d’arte, ha in serbo per te. Non occorre ricordare che i secoli successivi alla fine della dominazione romana hanno lasciato le loro tracce sul capoluogo della Valle d’Aosta. Pertanto, suggeriamo caldamente le seguenti attrazioni:

  • La Cattedrale: la Cattedrale di Aosta è stata originariamente costruita nel IV secolo ma è scomparsa circa 700 anni dopo per far posto ad un nuovo edificio. Ulteriori modifiche sono state apportate nel XV e XVI secolo. L’aspetto tardo -gotico, la facciata rinascimentale, il portico neoclassico degli anni successivi insieme al pavimento a mosaico e le vetrate dipinte nel XII e XIII secolo creano un miscuglio architettonico incredibilmente spettacolare.
  • Sant’Orso: anche le radici di questa antica collegiata possono essere rintracciate molto più addietro – al V secolo, per essere precisi. Una intera ricostruzione del primo romanico alla fine ha lasciato il posto all’aspetto tardo gotico nel corso del XV secolo. Mentre la cripta a cinque navate costruita su dodici colonne romane rende l’idea dell’edificio precedente, il ciclo di affreschi raffigurante scene della vita di Cristo e dei suoi apostoli è ben radicato nella tradizione dell’XI secolo.
  • Il Ponte di Grand Arvou: l’aumento della popolazione della Valle d’Aosta, insieme all’allevamento del bestiame, ha portato ad una carenza dell’approvvigionamento idrico. Al Canale Rû Prévôt realizzato tra il XIII e XIV secolo, sono seguiti numerosi acquedotti. Tra le più belle costruzioni di questa tipologia c’è il Ponte di Grand Arvou che, per inciso, è ancora operativo.
  • La Riserva naturale Tzatelet: una delle più belle riserve naturali della regione si trova leggermente fuori Aosta. Ammira diverse specie rare di uccelli e la variegata flora mediterranea, una vera rarità per le Alpi. Un’altra necropoli neolitica, forse fondata nel 3000 a.C. circa, è stata rinvenuta sulla collina Tzatelet.

 

In verità, nel Nord Italia, ci sono sicuramente città più conosciute di Aosta, assolutamente non devi perdere il capoluogo della Valle d’Aosta. L’affascinante patrimonio storico del capoluogo regionale da tempi lontanissimi all’Impero Romano fino al periodo gotico porta alla luce molti tesori che meritano di essere visti da vicino. Scopri questo gioiello alpino, meglio se combinato con un indimenticabile soggiorno escursionistico o sciistico nelle montagne circostanti.

Comments are closed.