{"id":593,"date":"2019-05-29T10:36:00","date_gmt":"2019-05-29T10:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.zainoo.com\/blog\/it\/?p=593"},"modified":"2019-05-29T10:57:53","modified_gmt":"2019-05-29T10:57:53","slug":"crespi-d-adda-sito-del-patrimonio-mondiale-unesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zainoo.com\/blog\/it\/2019\/05\/29\/crespi-d-adda-sito-del-patrimonio-mondiale-unesco\/","title":{"rendered":"Crespi d\u2019Adda, Sito del Patrimonio Mondiale UNESCO"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_592\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-592\" class=\"size-medium wp-image-592\" src=\"https:\/\/www.zainoo.com\/blog\/it\/files\/2019\/04\/crespi-dadda-unesco-300x200.jpg\" alt=\"Crespi d\u2019Adda, Sito del Patrimonio Mondiale UNESCO\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.zainoo.com\/blog\/it\/files\/2019\/04\/crespi-dadda-unesco-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.zainoo.com\/blog\/it\/files\/2019\/04\/crespi-dadda-unesco-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.zainoo.com\/blog\/it\/files\/2019\/04\/crespi-dadda-unesco-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.zainoo.com\/blog\/it\/files\/2019\/04\/crespi-dadda-unesco.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-592\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9Bigstock.com\/johannes86<\/p><\/div>\n<p>Nel XIX secolo il boom industriale ha raggiunto anche l\u2019Italia. Da nord a sud molte fabbriche sono state costruite rivoluzionando la vita di borghi e citt\u00e0 con i loro metodi di produzione e le relative infrastrutture. Il produttore di tessuti Cristoforo Benigno Crespi era alla ricerca di un nuovo stabilimento che ha trasformato in Crespi d\u2019Adda. Questo villaggio tessile operaio in Lombardia \u00e8 ampiamente considerato il fiore all\u2019occhiello dell\u2019architettura industriale e, nel 1995, \u00e8 stato dichiarato Sito del Patrimonio Mondiale UNESCO. Tuttavia, Crespi d\u2019Adda \u00e8 finita in un limbo, nel 2004, quando la fabbrica \u00e8 stata chiusa lasciando il suo futuro in bilico.<\/p>\n<p><strong>Crespi, la famiglia di tintori<\/strong><\/p>\n<p>Crespi \u00e8 stato un grande nome dell\u2019industria tessile italiana del XVIII e XIX secolo. La famiglia di tintori ha rafforzato la sua egemonia nel corso dei decenni espandendosi ampiamente ed aggiungendo nuove linee di produzione. La produzione di articoli di cotone \u00e8 diventata una miniera d\u2019oro per la famiglia Crespi, che necessitava di una nuova fabbrica. Cristoforo Benigno Crespi, nato nel 1833 a Busto Arsizio (circa 35 km a sud di Milano), si \u00e8 messo alla ricerca di un sito adeguato.<\/p>\n<p>Crespi ha acquistato un terreno a 100 km circa, ad est della sua citt\u00e0 natale ed ha iniziato la costruzione della suddetta fabbrica. Dal 1878 in poi, data la sua posizione piuttosto periferica, \u00e8 stato necessario realizzare degli edifici aggiuntivi che portassero rapidamente allo sviluppo di una intera citt\u00e0 industriale con alloggi e infrastrutture per gli operai. Silvio Crespi, suo figlio ed erede ha rilevato l\u2019azienda nel 1906 espandendola ulteriormente. Il giovane Crespi era considerato uno dei pi\u00f9 influenti uomini del suo tempo: dalla firma del Trattato di Versailles ha lasciato la sua azienda soltanto nel 1929 a causa della Grande Depressione e della dura politica fiscale fascista. La fabbrica avrebbe continuato ad operare fino al nuovo millennio.<\/p>\n<p><strong>Un borgo disegnato a tavolino<\/strong><\/p>\n<p>Cristoforo Benigno Crespi ha riportato dall\u2019Inghilterra i pi\u00f9 nuovi metodi di produzione nel suo cotonificio. Aveva bisogno di molta energia idroelettrica, ed \u00e8 per questo che ha comprato un campo verde sull\u2019Isola Bergamasca, un terreno racchiuso tra i fiumi Adda e Brembo. Per suo volere, qualche anno dopo \u00e8 stato infine costruito un impianto idroelettrico a Trezzo, pochi chilometri a monte.<\/p>\n<p>La fabbrica \u00e8 stata messa in funzione gi\u00e0 dall\u2019inizio del 1875, e ben presto il potente industriale si \u00e8 reso conto che la posizione periferica era tutto fuorch\u00e9 ideale, sia per i lavoratori che per s\u00e9 stesso. Nel pi\u00f9 breve tempo possibile dovevano essere realizzati alloggi e infrastrutture: Crespi doveva costruire un piccolo borgo accanto al cotonificio. Condomini con pi\u00f9 appartamenti, un ospedale, una chiesa e un cimitero, una scuola (il cui programma includeva \u201cla lavorazione del cotone\u201d), un teatro e un lavatoio sono stati costruiti a tempo di record.<\/p>\n<p>Sembra incredibile, vero? Infatti, e se vi dicessimo che Crespi d\u2019Adda \u00e8 diventato il primo borgo italiano ad avere una moderna illuminazione stradale? Crespi, fino alla fine del XIX secolo, per il suo borgo ha utilizzato il modello di illuminazione di Edison diffondendo la luce lungo le strade. Questo luccichio notturno aumentava sia la produttivit\u00e0 dei lavoratori, sia la qualit\u00e0 della vita nel complesso. Suo figlio ha guidato Crespi d\u2019Adda sempre pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019evoluzione del borgo modello di Silvio Crespi<\/strong><\/p>\n<p>Silvio, il figlio di Cristoforo, ha viaggiato molto prima di rilevare la compagnia. Uno di questi viaggi lo ha portato nella citt\u00e0 britannica di Oldham, un altro punto di riferimento dell\u2019industria tessile del XIX secolo. Qui ha acquisito preziose conoscenze sulle tecniche manufatturiere all\u2019avanguardia e i nuovi metodi di divisione del lavoro. Inoltre, si \u00e8 lasciato ispirare dal fascino della citt\u00e0, introducendo le sue intuizioni nelle successive espansioni di Crespi d\u2019Adda.<\/p>\n<p>Silvio Crespi considerava la discordia e il malcontento, tra le maggiori minacce potenziali per la citt\u00e0 aziendale ereditata. Cos\u00ec, nel 1892 ha eliminato a poco a poco i condomini con pi\u00f9 appartamenti ed ha iniziato a costruire nuovi alloggi per i lavoratori. Al loro posto, Crespi d\u2019Adda \u00e8 stata dotata di case unifamiliari con giardini allo scopo di stabilire una maggiore armonia ed equilibrio. In realt\u00e0 ha funzionato, poich\u00e9 non ci sono stati n\u00e9 scioperi n\u00e9 disordini sociali per tutti i 50 anni di gestione della famiglia Crespi.<\/p>\n<p><strong>Una visita guidata a Crespi d\u2019Adda<\/strong><\/p>\n<p>Oggi, quando si giunge a Crespi d\u2019Adda, si arriva in un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato. Il borgo \u00e8 cambiato pochissimo dagli anni \u201920. I successivi proprietari hanno venduto molte case ai (primi) lavoratori e la fabbrica ha chiuso nel 2004. Soltanto 450 persone circa, molti dei quali sono proprietari di case, vivono ancora in quella che un tempo era una fiorente citt\u00e0 industriale.<\/p>\n<p>Crespi d\u2019Adda \u00e8 lontana dall\u2019essere una citt\u00e0 fantasma, infatti diverse persone ancora ci abitano. La vita del borgo \u00e8 dinamica, motivo per cui dovresti rispettare le abitudini del posto durante la tua visita. Consigliamo un tour guidato, perch\u00e9 la guida sa quali sono i luoghi e gli edifici che puoi visitare. Le affascinanti vicende riguardo l\u2019incredibile storia di questo borgo modello saranno parte integrante della tua visita.<\/p>\n<p>Le strade perfettamente dritte, le case allineate con cura, ognuna con la stessa recinzione bassa e un giardino, le alte ciminiere della fabbrica: non c\u2019\u00e8 da stupirsi che Crespi d\u2019Adda sia considerata la citt\u00e0 industriale ideale. Pi\u00f9 a sud si trovano le ville degli impiegati e dei dirigenti, l\u2019antico lavatoio, che da allora \u00e8 stato trasformato in una piscina coperta, la piccola chiesa rinascimentale (una copia esatta della chiesa nella citt\u00e0 natale di Crespi, a Busto Arsizio) e l\u2019ampio cimitero dei lavoratori con il mausoleo di famiglia. Attraversare questo borgo \u00e8 allo stesso tempo irreale, affascinante, bello e alquanto impressionante. Resta da vedere per quanto tempo sar\u00e0 possibile farlo.<\/p>\n<p><strong>Il futuro di Crespi d\u2019Adda<\/strong><\/p>\n<p>Lo status di Sito del Patrimonio Mondiale \u00e8 attualmente in discussione. L\u2019UNESCO chiede di mantenere lo status quo di un borgo industriale modello e preferirebbe nuovi proprietari di fabbrica o la creazione di istituzioni di cultura e ricerca. Anche se queste idee fossero realistiche c\u2019\u00e8 un\u2019altra questione. Crespi d\u2019Adda attrae molto interesse da potenziali investitori, ma essi vorrebbero costruire nel vecchio stabilimento grandi complessi alberghieri.<\/p>\n<p>L\u2019imprenditore Antonio Percassi intende mettere le mani su Crespi d\u2019Adda dal 2013. L\u2019ex giocatore e presidente della squadra di calcio Atalanta Bergamo ha lavorato a stretto contatto con Benetton per alcuni decenni, fondato diverse societ\u00e0 di cosmetici e costruito un grande centro commerciale nella zona. Percassi ora vorrebbe trasformare il borgo nella sede del suo impero aziendale e della fondazione di famiglia. Tuttavia, questo programma ha trovato scarsa approvazione e il progetto \u00e8 attualmente sospeso per mancanza di permessi. Dall\u2019estate del 2018, i politici locali e l\u2019imprenditore hanno cercato di trovare un nuovo accordo, finora con scarsi risultati.<\/p>\n<p>Resta da vedere cosa succeder\u00e0 a Crespi d\u2019Adda, ma questo ideale di citt\u00e0 aziendale certamente merita una visita. Sarai sorpreso dall\u2019unicit\u00e0 della struttura progettuale, visiterai graziose stradine e godrai al tempo stesso del notevole e singolare contrasto tra le case pulite dei lavoratori, le grandi ville e l\u2019imponente architettura industriale. Divertiti durante il tuo tour!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel XIX secolo il boom industriale ha raggiunto anche l\u2019Italia. Da nord a sud molte fabbriche sono state costruite rivoluzionando la vita di borghi e citt\u00e0 con i loro metodi di produzione e le relative infrastrutture. 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